Iniziare un percorso psicologico può spaventare.

In alcuni momenti della vita si può avvertire la necessità di chiedere aiuto, riflettere a lungo sulla possibilità di contattare un professionista ma trovarsi in grossa difficoltà nel passare all’azione.

Alcune persone, nel corso dei colloqui, mi hanno riportato i loro dubbi iniziali: potrò fidarmi? Mi sarà davvero d’aiuto? Cosa penserà di me?

I timori sono del tutto comprensibili. Può generare imbarazzo l’idea di parlare con una persona che non conosciamo, condividendo con lei  pensieri, emozioni ed esperienze.

È necessario sottolineare che il percorso offre uno spazio fisico ed emotivo, in cui la persona non riceve alcun giudizio morale o considerazione di valore. Lo psicologo si astiene dalla critica e rispetta ogni volta la storia irripetibile che gli viene data in custodia, evitando di suggerire soluzioni e interpretazioni generalizzabili. L’intervento deve tenere sempre in considerazione l’unicità della persona che nel colloquio porta un suo bagaglio di esperienze, emozioni, convinzioni e valori.

Tale figura professionale, in virtù della propria formazione ed esperienza clinica, si pone quindi come riferimento non giudicante che accompagna la persona in un percorso di consapevolezza e cambiamento.

È sempre importante esprimere i propri timori e perplessità che possono rappresentare un primo argomento di confronto e porre le basi per creare un  clima di cooperazione. Una buona alleanza è di certo un aspetto fondamentale per il buon funzionamento della terapia. Questa viene a costituirsi gradualmente nel tempo secondo un legame di fiducia, gradimento, comprensione e rispetto. Di fondamentale importanza per la qualità dell’alleanza, risulta essere la relazione di collaborazione fra paziente e terapeuta.

Si può decidere di iniziare un percorso psicologico per far fronte a dei sintomi di svariata natura oppure perché ci si ritrova a vivere un momento di disagio, un malessere che non  è semplice definire. Può essere naturale provare confusione rispetto a cosa aspettarsi ma è sempre importante chiarire cosa si desidera raggiungere attraverso il percorso, delineando insieme al professionista degli obiettivi condivisi. Non esistono argomenti banali o scopi poco importanti, perciò l’attenzione può essere focalizzata sulla risoluzione di una questione pratica, sull’organizzazione della vita quotidiana, sulle scelte che si presentano nell’esperienza di ogni individuo.

Lo psicologo accoglie il racconto del paziente e, attraverso le proprie conoscenze e strumenti, apre a scenari non considerati, offrendo prospettive differenti. È auspicabile che il lavoro psicologico porti a cambiamenti concreti e all’apertura di nuove possibilità esistenziali. Può essere d’aiuto tenere presente che solitamente lo psicologo, durante gli anni di formazione, ha intrapreso lui stesso un percorso psicologico. Ciò lo mette nelle condizioni di conoscere, comprendere e rispettare i timori del paziente.

 

Per  ulteriori approfondimenti:

Dott.ssa Sara Bertoncini: Psicologia: istruzioni per l’uso

Dott. Alvaro Fornasari Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica