L’inizio di una psicoterapia viene a volte erroneamente identificato come la certificazione del passaggio da una condizione di salute a una patologica.

Esistono tuttavia momenti in cui si può decidere di investire in un percorso psicoterapeutico per  comprendere meglio ciò che caratterizza il nostro mondo interno e le relazioni con le altre persone, come dare parola ad alcune emozioni che non riusciamo a esprimere o ottenere aiuto per affrontare fasi significative della propria storia personale, senza che tutto ciò sia necessariamente associato a disturbi psicopatologici.

René Magritte, Le double secret.

La psicoterapia è un viaggio di esplorazione che mira al cambiamento, una faccenda complessa.

Si punta a una miglior consapevolezza del proprio mondo interno ma, insieme al terapeuta, si cerca anche di identificare e promuovere interessi e bisogni che la persona sente più propri.

La psicoterapia  è un processo relazionale che si basa sulla collaborazione paritaria, il cui obiettivo non è la valutazione della personalità, ma la conquista di un maggior senso di responsabilità e padronanza della propria storia.

Giorgio de Chirico, Le consolateur, 1929. Collezione Barilla di Arte Moderna, Parma | Artribune

Giorgio de Chirico, Le consolateur.

Ogni colloquio è diverso e usciti dallo studio è possibile sentirsi sollevati, confusi, esausti o rinvigoriti. Possiamo avvertire  vicinanza e comprensione da parte del/la terapeuta ma è del tutto normale che altre volte possano emergere dubbi, un senso di distanza o irritazione e spaesamento.

Come ogni altra relazione anche quella che si crea nella stanza della terapia ci sposta ogni volta in un luogo diverso del nostro sentire e sarà proprio il far emergere e condividere tutte le sfumature emotive parte fondamentale del processo di cura.